Quando sfiori la pianta del piede del tuo bambino, noti che l’alluce si solleva e le altre dita si aprono? Questo movimento involontario si chiama riflesso di Babinski. Se non ne hai mai sentito parlare, in un adulto questo è un segno che richiede attenzione clinica, ma in un neonato o in un lattante può rientrare nella normale maturazione del sistema nervoso.
La cosa a cui devi prestare attenzione non è capire se il riflesso c’è oppure no, ma in quale età compare e insieme a quali altri segnali. È anche per questo che gli effetti del riflesso di Babinski non vanno interpretati come caso isolato e, soprattutto, non devi fare continui test domestici.
Capire come funziona ti aiuta a distinguere ciò che può essere normale da ciò che merita un controllo più approfondito. Ma scopriamo meglio cos’è il riflesso di Babinski e come si manifesta!
Che cos’è davvero il riflesso di Babinski?

Il riflesso di Babinski è una risposta automatica del piede del tuo bambino che si osserva stimolando la pianta, dal tallone verso la parte anteriore. La risposta tipica è l’estensione dell’alluce verso l’alto, spesso accompagnata dall’apertura a ventaglio delle altre dita.
Il suo significato cambia in base all’età del bambino e al quadro generale in cui compare. Nei neonati e nei bambini molto piccoli questa risposta può essere normale perché le vie nervose coinvolte nel controllo del movimento volontario sono ancora immature. Per questo, nei primi mesi, alcuni riflessi automatici fanno parte del repertorio fisiologico del neonato.
C’è poi un aspetto pratico che potrebbe crearti confusione: i riflessi non sempre si vedono in modo netto e identico. Possono cambiare in base a come viene fatta la stimolazione, a quanto il bambino è rilassato, al momento della giornata, allo stato di sonno o di agitazione.
Quando scompare il riflesso di Babinski nei bambini?
La domanda che i genitori si pongono più spesso è: “Fino a che età il riflesso di Babinski può essere considerato normale?” La risposta è semplice. Con la crescita il riflesso tende a scomparire. Solitamente questo avviene intorno ai 6 mesi, una soglia utile per orientarsi ma che non va letta come una ‘scadenza’ uguale per tutti perché lo sviluppo neurologico non procede in modo perfettamente identico in ogni bambino.
Riflesso di Babinski, quando è il caso di parlarne con il pediatra
Nei primi mesi, non devi allarmarti se noti il riflesso di Babinski! Se però dovessi notare qualcosa che non ti convince, parlarne con il pediatra è la scelta più giusta, non perché il riflesso di Babinski sia di per sé un’emergenza, ma perché solo una valutazione clinica può individuarlo nel modo corretto ed escludere problemi neurologici.
È utile chiedere il parere di uno specialista soprattutto se, oltre a questa risposta del piede, vedi altri segnali che meritano attenzione, ad esempio:
- movimenti molto asimmetrici tra i due lati del corpo
- rigidità marcata o, al contrario, tono muscolare molto ridotto
- difficoltà evidenti nel controllo posturale
- perdita di abilità motoria
Inoltre, è importante, in questi casi, evitare alcuni comportamenti. Stop all’allarmismo ingiustificato quindi pensare al peggio se vedi un singolo riflesso, alla falsa rassicurazione e al cadere nell’errore di credere che un’osservazione casalinga basti a escludere qualsiasi problema.
Cara mamma, sei arrivata fin qui, ma non riesci a toglierti di dosso quella sensazione di paura per il tuo bambino? Meglio evitare di controllare più volte il suo piedino e contatta subito il tuo pediatra. Una domanda in più, in questi casi, è spesso il modo migliore per trasformare un timore vago in un’informazione chiara e davvero utile per accompagnare la crescita del tuo piccolo!
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