Guida completa alla gravidanza

guida completa alla gravidanza tutto quello che devi sapere

Che sia programmata o venga accolta come una felice sorpresa, la gravidanza è un’esperienza che porta con sé notevoli cambiamenti, fisici e mentali, ai quali non sempre si è preparate. Ma niente paura: ecco la nostra guida passo per passo all’avventura più intensa!

Guida completa alla gravidanza

Di seguito analizzeremo tutti gli aspetti principali della gravidanza: cosa succede e quali cambiamenti aspettarsi ogni trimestre, quali controlli effettuare e a cosa fare attenzione.

Prima di tutto è importante specificare che, sebbene la gravidanza porti con sé cambiamenti importanti, non deve essere vissuta come un impedimento alle normali abitudini di vita, ma piuttosto come un evento straordinario durante il quale vivere sensazioni irripetibili grazie a una serie di piccoli accorgimenti.

Come si effettua il conteggio delle settimane

Partiamo dall’inizio. La gravidanza comincia con l’impianto dello zigote – cioè l’ovulo fecondato dalla spermatozoo – nella parete uterina.

Poiché l’ovulo maturo, una volta rilasciato, ha una vitalità di circa 24 ore, la fecondazione avviene a ridosso della data di ovulazione, cioè circa 14 giorni dopo l’ultima mestruazione. Tuttavia si tratta di una stima generica, poiché il ciclo mestruale può subire delle fluttuazioni, motivo per cui la procedura medica standard prevede che il conteggio delle settimane di gestazione cominci dalla DUM, ossia la data dell’ultima mestruazione.

In questo modo è possibile far riferimento a stime più precise e, sulla base di queste, calcolare l’età gestazionale e la data presunta del parto.

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Cosa sapere per ogni trimestre

donna in stato di gravidanza passeggia accarezzandosi pancia

Una volta stabilita la data di inizio della gravidanza, il periodo successivo viene generalmente suddiviso in tre trimestri, ognuno dei quali copre una finestra di circa 12-13 settimane che corrispondono a diversi stadi di sviluppo dell’embrione e poi del feto.

In linea generale, la suddivisione è così effettuata:

  1. Primo trimestre: dalla settimana 1 alla 13
  2. Secondo trimestre: dalla settimana 14 alla 26
  3. Terzo trimestre: dalla settimana 27 alla nascita (intorno alla 38^ settimana)

Sviluppo dell’embrione e del feto nei diversi trimestri

Primo trimestre

Durante il primo trimestre si verificano, in primo luogo, la fecondazione e l’impianto dell’embrione nell’utero. Nelle settimane immediatamente successive, gli organi principali dell’embrione cominciano a formarsi.

A partire dalla 10^ settimana, si comincerà a parlare di feto. Alla conclusione del terzo mese, il feto avrà raggiunto una lunghezza di circa 7-8 cm.

Secondo trimestre

Durante questa fase, il feto cresce molto rapidamente, arrivando a pesare circa 300 grammi per una lunghezza di 20-25 cm alla conclusione del sesto mese.

Gli organi abbozzati nel primo trimestre continuano a maturare e cominciano a funzionare ed è possibile identificare il sesso biologico del nascituro. In questo periodo, il feto comincia a reagire agli stimoli esterni e vengono generalmente percepiti i primi movimenti.

Terzo trimestre

La crescita del feto in questo periodo avviene in maniera molto più rapida: dai circa 300 grammi del sesto mese, il piccolo arriva ai circa 3-4 kg di peso medio alla nascita.

In una gravidanza normale, gli organi interni raggiungono la piena maturazione e, intorno alla 36^ settimana, il feto comincia a posizionarsi con la testa in corrispondenza del canale vaginale, pronto per il parto.

Quali sono i rischi

Primo trimestre

Il primo trimestre, soprattutto nelle prime settimane, è una fase delicata, nella quale i rischi principali riguardano la corretta formazione degli organi e la possibilità di un aborto spontaneo. Per questo motivo è bene osservare i segnali del proprio corpo, in particolare in caso di perdite ematiche di colore rosso vivo.

Secondo trimestre

Il secondo trimestre è una fase relativamente serena per lo sviluppo del feto, mentre la madre potrebbe sperimentare problemi di salute da monitorare insieme a un medico, come ad esempio diabete gestazionale, anemia, disturbi tromboembolici o preeclampsia.

Difficilmente rappresentano una minaccia, invece, le cosiddette contrazioni preparatorie, o contrazioni di Braxton-Hicks, che hanno lo scopo di preparare il corpo al travaglio e rafforzare la risposta sensoriale del feto.

Terzo trimestre

Oltre alle problematiche illustrate nel paragrafo precedente, uno dei rischi più importanti del terzo trimestre è la possibilità di un parto prematuro.

Nel conteggio standard, si parlerà di parto a termine a partire dalla 37^ settimana, quando il feto sarà completamente sviluppato. Nel caso in cui il travaglio abbia inizio prima di questa data, si parlerà di parto pretermine, o prematuro, caso in cui saranno necessarie cure ospedaliere adeguate perché permettere al bambino di sopravvivere normalmente.

La gravità di un parto prematuro dipende dall’età gestazionale e riguarda, in particolare, lo sviluppo dei polmoni e del sistema nervoso. Generalmente, parti pretermine avvenuti tra la 34^ e la 37^ settimana hanno un esito più favorevole in presenza di cure ospedaliere adeguate, mentre sono considerati più gravi i parti avvenuti prima della 33^ settimana.

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Quali controlli medici effettuare

In linea generale, è consigliabile effettuare una visita di controllo mensile durante tutto il periodo della gestazione.

Alcuni controlli medici sono considerati necessari e pertanto esenti ticket dal Decreto Ministeriale. Eccone un elenco:

Primo controllo:

  • Emoguppo
  • Test di Coombs indiretto
  • Emocromo, glicemia, GOT e GPT
  • VDRL e TPHA
  • Rubeo test
  • Toxo test
  • AntiHIV
  • Urine

Settimane 14-18:

  • Urine

Settimane 19-23:

  • Urine

Settimane 24-27:

  • Glicemia
  • Urine

Settimane 28-32:

  • Emocromo
  • Ferritinemia
  • Urine

Settimane 32-37

  • Emocromo
  • Urine
  • HbsAg
  • AntiHCV
  • AntiHIV

Settimane 38-40

  • Urine

Sulla base dell’anamnesi personale e di eventuali problematiche riscontrate a seguito di esami e controlli di routine, il medico o il ginecologo potrebbero richiedere esami più approfonditi.

In presenza di fattori di rischio specifici, lo specialista potrebbe valutare l’eventualità di test di diagnosi prenatale più o meno invasivi, come ad esempio l’amniocentesi, la villocentesi o la traslucenza nucale.

Quando effettuare le ecografie

donna incinta guarda il referto dell'ecografia

L’ecografia, un test non invasivo basato sull’utilizzo di ultrasuoni, permette di seguire l’andamento della gravidanza in maniera sicura e identificare precocemente potenziali problematiche.

A seconda del trimestre, l’ecografia permette di evidenziare differenti aspetti della gestazione e dello sviluppo del feto, in particolare:

  • Primo trimestre (eco di datazione): conferma della datazione della gravidanza, verifica che l’impianto dell’embrione sia avvenuto in corretta sede e identificazione di una gravidanza singola o gemellare
  • Secondo trimestre (eco morfologica): identificazione di anomalie anatomiche e del sesso biologico del feto
  • Terzo trimestre (eco biometrica): valutazione della crescita fetale e possibilità di ricostruzione dell’anatomia attraverso l’ecografia tridimensionale

Sintomi e fastidi comuni

A seconda dell’età gestazionale, i cambiamenti che si verificano nel corpo della madre possono portare all’insorgenza di specifici sintomi o fastidi comuni. In assenza di problematiche più gravi, illustrate nel paragrafo dedicato, si tratta di inconvenienti gestibili con piccole modifiche allo stile di vita o all’alimentazione.

Primo trimestre

Oltre all’interruzione del ciclo mestruale, sintomo chiave dell’avvenuta fecondazione e impianto dell’embrione, il primo trimestre è spesso caratterizzato da stanchezza diffusa e sonnolenza, con lievi crampi addominali e tensione mammaria a seguito dell’importante processo biologico in atto nell’organismo.

Più fastidiosi, invece, sono i sintomi a livello metabolico, come stipsi, variazioni dell’appetito e le famigerate nausee mattutine.

Secondo trimestre

Più piacevole è il secondo trimestre che, in assenza di problematiche gravi da monitorare insieme a un medico, è generalmente la fase più serena della gravidanza. È consigliabile, in questo periodo, curare particolarmente l’igiene intima, onde evitare fastidiose infezioni vaginali o del tratto urinario.

Terzo trimestre

I fastidi che si verificano nel terzo trimestre hanno a che vedere con l’ingrossamento dell’utero, che si espande comprimendo gli organi interni, e all’aumento di peso. Di conseguenza, saranno comuni dolori lombari, fatica e respiro corto, che possono essere alleviati con l’attenzione all’alimentazione, attività fisica lieve e massaggi.

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Cosa evitare durante la gravidanza

Tra le abitudini che è bene eliminare durante la gestazione e l’allattamento, c’è senza dubbio quella del fumo. Oltre a essere una pratica dannosa per la salute delle fumatrici, il fumo può avere conseguenze sulla crescita fetale, che potrebbe subire una flessione, ed è stato collegato a un aumento del rischio di aborto spontaneo.

Per quanto riguarda il consumo di alcolici, i rischi ad esso correlati riguardano l’iposviluppo fetale e la possibilità di danni al nascituro.

Altrettanto pericoloso è il consumo di droghe, anche leggere, che deve sempre essere riportato al medico.

Miti da sfatare

Passiamo alle leggende metropolitane legate alla gravidanza che non trovano validazione scientifica o sono retaggio di convinzioni ormai obsolete.

In gravidanza bisogna mangiare per due: falso!

In verità, più che alla quantità, durante la gestazione è fondamentale fare attenzione alla qualità dell’alimentazione.

Poiché il metabolismo subisce modificazioni importanti, è consigliabile preferire una dieta ipoglicemica, ricca di proteine, cereali integrali e fibre. Da evitare bevande gassate, zuccheri raffinati e cibi che potrebbero causare acidità.

Niente sesso per non traumatizzare il bambino: falso!

L’attività sessuale in gravidanza consolida l’intimità della coppia di futuri genitori e favorisce il benessere della madre e del feto. L’unico accorgimento è fare attenzione a non schiacciare la pancia e non affaticare la madre, soprattutto in presenza di dolori lombari o nausea.

Se vuoi saperne di più, abbiamo approfondito l’argomento in questo articolo.

Se vuoi saperne di più o hai dubbi che non abbiamo coperto in questa guida, nella sezione Gravidanza del nostro Magazine trovi decine di articoli per rispondere alle domande più disparate.

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