La pressione in gravidanza ti preoccupa? Non preoccuparti, è un fattore più che normale! Devi sapere che durante i mesi di gestazione i valori possono cambiare e non sempre è così facile capire quando si tratta di una variazione fisiologica e quando invece serve più attenzione.
La pressione in gravidanza tende spesso a diminuire fino alla metà del secondo trimestre, per poi risalire gradualmente verso i valori precedenti alla gravidanza. Non succede però in modo totalmente uguale per tutte, e proprio per questo il monitoraggio resta un controllo importante fin dalle prime settimane.
Nella maggior parte dei casi, però, sapere come leggere i segnali del corpo può aiutarti a gestire la pressione in gravidanza senza inutili allarmismi. In questo articolo ti spieghiamo in modo molto semplice cosa devi osservare, quali sono i sintomi più comuni e quali comportamenti pratici possono esserti utili sia con la pressione alta sia con la pressione bassa. Ecco tutto quello che devi sapere!
Pressione in gravidanza: cosa fare quando è troppo alta

Durante la gestazione si parla di pressione alta quando i valori arrivano o superano 140/90. Un valore isolato, però, non basta da solo per trarre conclusioni: la misurazione va ripetuta in condizioni corrette, a riposo e con attenzione alla postura, per circa tre volte consecutive, prima di considerare giusto il valore.
I sintomi di pressione alta non sempre compaiono subito, ma quelli più frequenti sono mal di testa persistente, vista offuscata o fastidio alla luce, gonfiore a mani, piedi e viso, dolore addominale. Se noti questi segnali, il primo passo utile è fermarti, evitare agitazione e ricontrollare la pressione dopo qualche minuto, meglio se seduta e con il braccio appoggiato all’altezza del cuore.
Può aiutarti anche misurarla sempre con lo stesso apparecchio, alla stessa ora e in una condizione di riposo. Se i valori restano alti, affidati ad uno specialista che saprà valutare e indicarti come proseguire. In alcune situazioni basta un monitoraggio regolare, in altre possono servire controlli più ravvicinati o una terapia personalizzata.
Ricorda però di non sottovalutare alcuni fattori, come l’età, prima gravidanza, gravidanza gemellare, ipertensione già presente prima del concepimento o precedenti episodi di preeclampsia, che possono aumentare l’attenzione necessaria. Questo non significa che ci sarà per forza un problema, ma che conviene seguire con precisione le indicazioni ricevute e non improvvisare.
Pressione in gravidanza: cosa fare quando è troppo bassa
La pressione bassa, invece, è molto comune soprattutto nel primo e nel secondo trimestre. In genere viene considerata tale sotto 90/60 e, nella maggior parte dei casi, non è pericolosa né per te né per il bambino. Può però essere fastidiosa e incidere sulla qualità della giornata.
I sintomi più comuni in questo caso sono capogiri, vertigini, nausea, stanchezza, fiato corto, visione offuscata, tachicardia e, in alcuni casi, svenimento. Il rischio principale non è tanto il valore in sé, quanto le conseguenze di un malessere improvviso, per esempio una perdita improvvisa delle forze. Ecco alcuni consigli preziosi che possono aiutarti:
- se ti senti debole, cerca di stare seduta o sdraiata sul fianco
- bevi acqua e cerca di idratarti con regolarità durante la giornata
- evita ambienti troppo caldi o affollati e non restare a lungo in piedi
- fai pasti piccoli e frequenti e cerca di preferire alimenti freschi, come frutta e verdura
Devi sapere, inoltre, che anche la posizione del corpo può influenzare la pressione: stare supina, soprattutto più avanti nella gravidanza, può favorire un abbassamento dei valori. Per questo spesso è più confortevole stare sul fianco.
In generale, la pressione in gravidanza, alta o bassa, va osservata con attenzione, ma non deve provocarti un senso di ansia. Con misurazioni fatte bene e qualche accorgimento pratico, puoi monitorarla con serenità e senza stress!
Leggi anche: Melatonina in gravidanza e notti d’estate: è davvero la soluzione per dormire bene?