Celiachia in gravidanza, i sintomi più frequenti e come gestirla durante i nove mesi

celiachia in gravidanza, donna mangia frutta sul letto

Come affrontare la celiachia in gravidanza? Questa patologia cronica autoimmune causa una reazione immunitaria dell’organismo ed è provocata dall’assunzione di glutine in persone geneticamente predisposte. 

Secondo i dati dell’AIC, Associazione Italiana Celiachia, a oggi sono circa 600.000 i celiaci in Italia, pari circa all’1% della popolazione e solo un terzo ha ricevuto una diagnosi. 

La celiachia, quindi, richiede una dieta rigorosa gluten free, che elimini del tutto il consumo di frumento, orzo, farro, segale e tutti i derivati come biscotti, pasta e prodotti da forno. Perché, se non viene adeguatamente curata e tenuta sotto controllo, questa condizione potrebbe portare anche a gravi rischi, soprattutto durante tutto il periodo della gestazione. 

Come ridurre, allora, i livelli di infiammazione e scongiurare rischi per il feto? Scopriamolo insieme!

Quali sono i sintomi più comuni della celiachia in gravidanza?

La celiachia è una condizione autoimmune che può manifestarsi in qualsiasi fase della vita tra cui proprio la gestazione con diversi sintomi. Tra quelli più comuni ci sono: 

  • problemi gastrointestinali come gonfiori e crampi addominali, diarrea, stipsi e meteorismo
  • anemia
  • repentina perdita di peso 
  • stanchezza, anche cronica
  • cambiamenti d’umore
  • eventuali eruzioni cutanee

I sintomi, però, possono variare da donna a donna e solo una diagnosi accurata e approfondita può scongiurare la presenza o meno di celiachia in gravidanza. Se ci sono dei sintomi evidenti e persistenti oppure fattori di rischio noti e casi pregressi in famiglia, è necessario fare screening precoci come ad esempio il test genetico per gli aplotipi HLA-DQ2/DQ8 o biopsia dell’intestino tenue. 

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I possibili rischi e come gestire i 9 mesi

Quali sono i rischi della celiachia in gravidanza? Eccone i più frequenti:

  • anemia
  • possibilità di aborto spontaneo di tre volte superiore rispetto alle donne non intolleranti e allergiche al glutine soprattutto nelle prime settimane di gravidanza
  • rischio di parto prematuro
  • ritardo della crescita del feto
  • difetti del tubo neurale 
  • ritardo di crescita intrauterina
  • basso peso fetale

Inoltre, il mancato assorbimento delle sostanze nutritive che contengono glutine e quindi dei nutrienti fondamentali potrebbe provocare forti carenze di calcio e ferro, rischiose per lo sviluppo osseo e scheletrico del bambino.

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Perché rivolgersi a uno specialista in caso di celiachia in gravidanza?

Non solo esami e screening precoci, in caso di celiachia in gravidanza bisogna rivolgersi a specialisti come gastroenterologo e nutrizionista, oltre ovviamente al ginecologo, che elaboreranno un quadro clinico preciso e un piano alimentare su misura. 

Sicuramente, in una dieta gluten-free saranno eliminati tutti gli alimenti che lo contengono, mentre aumenterà il consumo di riso, mais, prodotti a base di grano saraceno, frutta, verdura, legumi e pesci ricchi di Omega-3 come merluzzo, salmone, sgombro e tonno. Il piano alimentare dovrà essere molto bilanciato e deve includere nutrienti essenziali come come calcio, zinco, magnesio, vitamina B9, vitamina B12, vitamina D, acido folio e ferro.

Inoltre, l’apporto di adeguate quantità di questi ultimi due nutrienti potrebbe difficile da introdurre solo con l’alimentazione e in alcuni casi, sempre previo consiglio di un nutrizionista, non è esclusa l’assunzione di integratori. 

Gestire la celiachia in gravidanza si può sia monitorandola prima o durante la gestazione con una dieta corretta sia con regolari controlli da specialisti per garantire un corretto apporto nutrizionale ed evitare rischi per il bambino.

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