Posso prendere l’antibiotico in gravidanza? Tra i dubbi che affollano la mente delle future mamme, la possibilità di assumere medicinali per trattare eventuali infezioni è uno dei più comuni.
Durante la gestazione, infatti, pressoché ogni complemento o sostanza assunti dalla madre raggiungono il feto attraverso la placenta, e alcuni farmaci possono rivelarsi problematici per il corretto sviluppo del bambino. Ma lasciare che un’infezione rimanga non trattata è un fattore di rischio altrettanto importante.
In questo articolo approfondiremo l’argomento antibiotici in gravidanza, focalizzandoci sui diversi scenari possibili e su eventuali precauzioni da mettere in atto.
Cosa sono gli antibiotici
Gli antibiotici sono farmaci in grado di uccidere o impedire la proliferazione di specifici batteri. Nell’uomo, e in alcuni animali e piante, vengono utilizzati per combattere le infezioni batteriche, mentre la loro efficacia è pressoché nulla contro le infezioni virali.
La loro scoperta è avvenuta grazie agli studi dell’ufficiale medico Vincenzo Tiberio, che nel 1895 osservò il potere battericida di alcune muffe, e di Alexander Fleming, che scoprì la penicillina nel 1928, ottenendo per questo un Premio Nobel.
Esistono diverse categorie di antibiotici, poiché ognuno di essi è efficace solo contro un solo tipo o poche tipologie di batteri, e pertanto il loro utilizzo deve essere valutato da un medico.
Poiché i batteri possono sviluppare resistenza ai principi attivi, rendendo più difficile la loro eradicazione, l’uso sconsiderato e poco accorto di antibiotici è sempre da evitare.
Antibiotico in gravidanza: sì o no?

In linea generale, l’assunzione di un farmaco antibiotico in gravidanza è una pratica a basso rischio, in particolare quando si fa ricorso ad alcune categorie di principi attivi, come ad esempio la penicillina.
Ciò detto, è comunque necessario consultarsi con un medico per valutare quale medicinale, e in che posologia, sia quello più adatto al caso, e non affidarsi al fai-da-te o ai consigli di amici e parenti.
Esistono, infatti, differenti principi attivi che potrebbero interferire con il regolare proseguimento della gravidanza a seconda del periodo gestazionale in cui ci si trova.
Primo trimestre
L’assunzione di antibiotico in gravidanza deve essere effettuata con particolare attenzione durante le prime settimane, poiché si tratta di un periodo cruciale per il corretto sviluppo di organi e tessuti. In questa fase, è consigliabile evitare i medicinali che prevedono l’azione combinata di sulfametoxazolo e trimetoprim, solitamente utilizzati per il trattamento di infezioni respiratorie.
L’assunzione di questo antibiotico in gravidanza potrebbe avere un effetto teratogeno, cioè favorire lo sviluppo di anomalie o malformazioni congenite nell’embrione.
Secondo e terzo trimestre
Una volta entrati nel secondo trimestre, gli organi del feto sono finalmente abbozzati e cominciano a svilupparsi singolarmente. Ciò vuol dire che il rischio di anomalie congenite è ridotto, ma mai del tutto da escludere.
Ai farmaci menzionati in precedenza, si aggiungono alcune categorie di principi attivi che potrebbero accumularsi nella placenta interferendo con lo sviluppo di ossa e organi, come ad esempio:
- Tetracicline, solitamente utilizzate per trattare le infezioni da candida o la sifilide.
- Aminoglicosidi, spesso prescritti in caso di infezioni urinarie
Quando usare gli antibiotici in gravidanza

L’assunzione di un farmaco antibiotico in gravidanza resta una pratica comune in alcuni casi, in particolare in presenza di infezioni che potrebbero trasmettersi al feto se non trattate. Tra le principali infezioni che prevedono l’assunzione di antibiotico in gravidanza ricordiamo:
- Infezione da streptococco. Rilevata a partire da un tampone vagino-rettale, prevede una profilassi antibiotica la cui durata varia a seconda della concentrazione del batterio. Se non trattata, potrebbe portare a gravi infezioni neonatali
- Infezioni del tratto urinario. Se non trattate, potrebbero portare a parto pretermine, aborto spontaneo o altre problematiche neonatali
- Infezioni a trasmissione sessuale. L’attraversamento del canale vaginale da parte del bambino durante il parto rappresenta un rischio in caso di infezioni vaginali, che devono quindi essere trattate adeguatamente
- Infezioni del tratto respiratorio. In questo caso, saranno da preferire farmaci a base di penicillina, generalmente ben tollerata durante la gestazione
Cosa fare in caso di febbre
La febbre rappresenta un sintomo importante, poiché è generalmente collegata alle infezioni virali. In questo caso, l’assunzione di antibiotico in gravidanza sarebbe una pratica inutilmente stancante per l’organismo, poiché gli antibiotici non hanno effetto sui virus, mentre si potrà assumere un antipiretico per favorire l’abbassamento della temperatura.
Sarà compito del medico indagare sulle effettive cause – virali o batteriche – dell’infezione e valutare il trattamento adeguato.
Precauzioni per l’uso degli antibiotici in gravidanza
L’assunzione di antibiotico in gravidanza deve essere effettuata con raziocinio. La prima precauzione da mettere in atto è confrontarsi con un medico, che sceglierà il trattamento adeguato e monitorerà l’andamento della terapia.
È sempre consigliabile attenersi alle indicazioni dello specialista per quanto riguarda le modalità e i tempi di assunzione dei farmaci, senza saltare le dosi o modificarle a proprio piacimento.
Fondamentale è non interrompere la terapia nel momento in cui si inizia a migliorare, poiché questo potrebbe incrementare la resistenza batterica, rallentando la cura in caso di recidive.
Effetti collaterali comuni
L’assunzione di un farmaco antibiotico in gravidanza porta spesso alla comparsa di effetti collaterali. Le conseguenze più comuni sono a carico dell’apparato gastrointestinale, con vomito, stipsi o diarrea dovuti principalmente a squilibri nella flora batterica interna causati dal principio attivo.
In alcuni casi, l’assunzione massiccia di antibiotici in gravidanza potrebbe portare ad anomalie nel microbiota intestinale del bambino.
Conclusioni
Sebbene la pratica di assumere antibiotico in gravidanza sia piuttosto comune e generalmente ben tollerata, è fondamentale attenersi alle direttive di uno specialista e non avventurarsi in terapie sperimentali fai-da-te, neppure se queste si basano su precedenti esperienze.
La figura di riferimento resta sempre il medico, professionista esperto e certificato che potrà esaminare ogni singolo caso con professionalità e accortezza.
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