Toe-walking, perché alcuni bambini camminano in punta di piedi?

Hai mai sentito parlare di toe-walking? Devi sapere che questa è una condizione molto frequente e, nella maggior parte dei casi, non indica un problema serio. Il toe-walking, cioè la deambulazione in punta di piedi, rientra tra le modalità transitorie con cui molti bambini imparano a stare in equilibrio e a muoversi in autonomia.

Nei primi due/tre anni di vita il modo di camminare dei più piccoli cambia molto: c’è chi allarga le gambe, chi inciampa spesso, chi alterna passi rapidi e lenti, e chi prova a spostarsi sull’avampiede. Se il bambino ha meno di 3 anni e non ci sono altri segni clinici, questa andatura in genere non deve angosciarti. Capire quando il toe-walking è una fase di passaggio e quando invece merita un controllo può aiutarti a comprenderlo con più serenità e con indicazioni pratiche davvero utili. Ecco tutto quello che devi sapere!

Toe-walking nei bambini, perché succede?

toe-walking nei bambini

Camminare sulle punte non significa automaticamente che ci sia un disturbo. Durante i suoi primi passi il bambino sta ancora costruendo equilibrio, postura e coordinazione, ed è proprio in questa fase che può cercare soluzioni diverse per sentirsi più stabile o per gestire meglio il movimento, e tra queste c’è anche l’andatura sulle punte, chiamata toe-walking.

Questa modalità è frequente nei più piccoli ed è considerata fisiologica nelle prime fasi della deambulazione autonoma. Esiste, però, anche una fascia di bambini più grandi che continua a camminare in modo prevalente sull’avampiede e, in questo caso, è necessario ricorrere alla fisioterapia per non gravare sulla postura e sulla schiena di tuo figlio.

Un elemento importante che tende a escludere possibili criticità è la flessibilità del gesto, ovvero se il tuo bambino è in grado di appoggiare completamente il piede quando glielo chiedi, si tratta molto probabilmente di un’abitudine transitoria, quindi, non c’è motivo di preoccuparsi!

Come si supera il toe-walking nei bambini?

Per aiutare il piccolo a superare la fase di deambulazione in punta di piedi non servono rimedi improvvisati. Se tuo figlio cammina sulle punte, puoi invitarlo con calma ad appoggiare tutto il piede e lasciarlo sperimentare il movimento senza trasformare tutto in una correzione continua, perché l’obiettivo non è forzarlo, ma accompagnarlo.

Può essere utile proporre attività che stimolino la pianta del piede in modo diverso, per esempio facendolo camminare su superfici come erba, sabbia, tappeti di consistenza diversa, cuscini o materassi, sono esperienze che aiutano la percezione del corpo e del contatto con il suolo. Per capire se il toe-walking è una fase passeggera tieni sempre a mente queste azioni che puoi fare:

  • osserva se il tuo bambino alterna le punte a un appoggio completo del piede
  • nota se il comportamento compare solo in alcuni momenti della giornata o quasi sempre
  • evita il girello

Se il toe-walking prosegue oltre i 3 anni, se non riesce ad appoggiare bene il tallone o se noti altri segnali, in questo caso è opportuno parlarne con il pediatra. Una valutazione va considerata anche in presenza di storia clinica particolare, come sospetti neurologici o disturbi del linguaggio e dell’apprendimento.

In alcuni casi, infatti, dietro il toe-walking nei bambini può esserci un accorciamento del tendine di Achille o la necessità di un approfondimento specialistico. Ma nella maggior parte camminare sulle punte è una fase, quindi se lo notassi in tuo figlio, osservalo bene, evita correzioni ansiose e confrontati con il pediatra se il comportamento dura nel tempo. Questo è il modo più corretto per affrontare il toe-walking e aiutare il tuo bambino a superarlo con serenità!

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