Hai notato dei piccoli puntini bianchi sulle gengive o sul palato del tuo bambino? È normale che la prima reazione sia un po’ di preoccupazione, soprattutto se sei alle prime armi e ogni dettaglio sembra un possibile campanello d’allarme. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta delle perle di Epstein, una condizione molto comune e del tutto innocua.
Possono ricordare dei dentini pronti a spuntare, ma non hanno nulla a che vedere con la dentizione e, soprattutto, non provocano dolore né fastidio al piccolo. Sapere di cosa si tratta è già un primo passo per vivere questo momento con più serenità: scopriamo insieme in questo articolo tutto quello che c’è da sapere!
Cosa sono le perle di Epstein?

Ma cosa sono davvero le perle di Epstein? Si tratta di piccole cisti biancastre o giallognole che possono comparire sul palato o lungo le gengive, hanno dimensioni ridotte e un aspetto che ricorda delle minuscole perle, da cui deriva il loro nome.
A prima vista è facile confonderle con i primi dentini. In realtà, però, non sono denti e non indicano una dentizione precoce: infatti, si tratta di piccole raccolte di cheratina — una proteina naturalmente presente nell’organismo — e rimangono intrappolate durante lo sviluppo della bocca del bambino prima della nascita. Anche se inizialmente possono spaventare, le perle di Epstein sono del tutto normali e non indicano alcun problema di salute.
Come riconoscerle?
Le perle di Epstein hanno caratteristiche che le rendono abbastanza facili da identificare. Eccone alcune:
- sono bianche o leggermente giallastre
- hanno dimensioni molto piccole
- compaiono sul palato o sulle gengive
- non provocano nessun dolore
- il neonato continua a mangiare, dormire e comportarsi come sempre
Cosa fare in caso di perle di Epstein
La cosa più importante da fare se il tuo bambino ha le perle di Epstein è molto semplice: non devono essere schiacciate, strofinate o trattate con rimedi casalinghi. Cercare di rimuoverle potrebbe irritare la bocca e aumentare il rischio di infezioni. Nella maggior parte dei casi scompaiono spontaneamente nell’arco di una o due settimane, senza lasciare alcuna conseguenza.
Per una neomamma è comprensibile avere mille dubbi. Se noti qualcosa che non conosci, puoi semplicemente osservarlo e parlarne con il pediatra durante la prima visita. Spesso basta una rapida occhiata del medico per confermare che si tratta proprio di perle di Epstein e rassicurarti definitivamente!
Perle di Epstein, quando è meglio contattare il pediatra
Anche se le perle di Epstein sono totalmente innocue e indolori, ci sono situazioni in cui vale la pena chiedere un parere al pediatra che saprà distinguere facilmente questa condizione da altre più rare, come i denti natali o altre alterazioni della bocca. Ecco, quindi, quando rivolgerti a uno specialista:
- il bambino sembra avvertire dolore durante la poppata
- le lesioni aumentano di dimensioni o cambiano anche nell’aspetto
- compaiono arrossamento, sanguinamento o secrezioni
- i puntini non scompaiono dopo alcune settimane
- hai semplicemente il dubbio che non si tratti di perle di Epstein
I primi giorni con un neonato sono pieni di emozioni, ma anche di domande. Ogni piccolo cambiamento può sembrare enorme, ed è assolutamente normale cercare risposte e le perle di Epstein, però, sono una di quelle situazioni che non interferiscono con la crescita del tuo bambino.
Se dovessi notare quei piccoli puntini bianchi nella sua bocca, ricorda che nella maggior parte dei casi non c’è nulla di cui preoccuparsi. La consapevolezza di trovarti davanti a una condizione molto frequente ti aiuterà ad affrontare tutto con maggiore tranquillità!
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