Quando si parla di autismo e livelli di autismo – spesso facendo riferimento a espressioni come autismo lieve, autismo moderato o Asperger – alcuni genitori possono lasciarsi intimidire da pregiudizi o scarsa conoscenza dell’argomento in questione.
Niente paura: lo scopo di questo articolo è esaminare più nel dettaglio cosa si intende per autismo, con particolare attenzione al cosiddetto autismo lieve, allo scopo di eliminare stigma e paure infondate, e promuovere una cultura di maggiore consapevolezza.
Autismo, cosa non è
Prima di parlare di autismo o autismo lieve, è bene fare una precisazione allo scopo di fugare alcuni tra i pregiudizi più diffusi: l’autismo non è una malattia né una disabilità intellettiva.
Una malattia, in senso tradizionale, è generalmente una condizione che può essere guarita, o almeno trattata, mentre l’autismo è una condizione innata che non si supera con la crescita o con i trattamenti.
Allo stesso modo, è bene comprendere che l’autismo non è una disabilità. Sebbene, in alcune forme di autismo, possano essere presenti delle disabilità intellettive, queste non ne sono la definizione. La disabilità è un funzionamento intellettivo inferiore alla media, mentre l’autismo, che rientra nel gruppo delle cosiddette neurodivergenze, è un modo diverso di elaborare le informazioni e interagire con il mondo rispetto a ciò che accade nelle persone neurotipiche.
Cos’è l’autismo
Con il termine autismo si definiscono un insieme di condizioni classificate nel DSM-5 come disturbi del neuro-sviluppo, noti anche come DSA (Disturbi dello Spettro Autistico).
Si tratta di un insieme di sindromi a esordio precoce, che interessano il modo in cui una persona elabora le informazioni e interagisce con il mondo.
Una persona autistica avrà un modo particolare di rapportarsi alla comunicazione verbale e non verbale, può mettere in atto comportamenti ripetitivi e può presentare una ristrettezza d’interessi, con la tendenza a dedicarsi ad essi in maniera estremamente accurata. All’interno dello spettro, l’autismo può presentarsi in diverse forme e varietà e l’esperienza personale può variare anche molto da individuo a individuo.
È bene specificare che i DSA sono una realtà tuttora molto studiata: la definizione stessa di autismo è cambiata più volte negli ultimi anni e non è escluso che possa cambiare ancora man mano che lo si studia e lo si conosce.
Livelli di autismo

Una diagnosi di autismo si accompagna generalmente all’inquadramento del caso su una scala di tre livelli, in base alla necessità di supporto richiesto e al tipo di interferenza nel funzionamento personale e sociale della persona.
Nell’autismo di livello 1, il supporto richiesto è minimo. In quello di livello 2, potrebbe essere necessario un supporto più sostanziale, mentre nel livello 3 è necessario un supporto importante.
Cosa si intende per autismo lieve
Autismo lieve è un termine di uso comune che generalmente viene utilizzato in riferimento a una diagnosi di disturbo dello spettro autistico di Livello 1. All’interno del livello 1 sono inserite anche le forme di autismo ad alto funzionamento, come ad esempio quella che un tempo era classificata come Sindrome di Asperger.
Un bambino con autismo lieve potrebbe riscontrare leggere difficoltà nelle interazioni sociali, ad esempio potrebbe essere poco aperto alla socializzazione e, nel caso in cui cerchi di interagire con gli altri, mettere in atto comportamenti atipici che rendono infruttuosi i tentativi di socializzare.
Un esempio pratico è la difficoltà nel comprendere i tempi corretti di attesa e risposta in una conversazione, cosa che potrebbe portarlo a interrompere gli altri senza rendersene conto oppure impiegare più del normale a intervenire. Un altro esempio è l’incapacità di cogliere i tratti soprasegmentali e il linguaggio non verbale, oppure di comprendere le metafore, i modi di dire e il linguaggio figurato.
Da un punto di vista di abitudini, un bambino con autismo lieve potrebbe avere difficoltà a interrompere un’attività che lo interessa per passare a un’altra oppure sentirsi molto ansioso e preoccupato quando deve modificare la sua routine o affrontare un cambiamento importante.
La ristrettezza di interessi tipica dell’autismo, infine, può riflettersi in abitudini peculiari: un bambino con autismo lieve potrebbe dedicarsi sempre allo stesso gioco oppure voler indossare sempre lo stesso modello o colore di maglietta.
Diagnosi di autismo lieve
La diagnosi di autismo lieve, deve essere effettuata da un medico specialista in una struttura riconosciuta dal SSN. Nel caso di un bambino, sarà un neuropsichiatra infantile ad occuparsi della valutazione del caso, talvolta in collaborazione con una équipe multidisciplinare, e a confermare o meno una diagnosi di autismo e di quale livello.
Generalmente, la diagnosi di autismo lieve prevede diversi passaggi:
- Valutazione iniziale, che può essere effettuata da un pediatra o dal medico di base, che indirizzeranno la famiglia verso uno specialista.
- Visita specialistica, che viene effettuata dal neuropsichiatra con l’utilizzo di strumenti diagnostici come test standardizzati e riconosciuti.
- Diagnosi e intervento. Una volta confermata la diagnosi e identificato il livello di autismo, il medico può stilare un percorso di supporto che si compone di diverse modalità di intervento.
Leggi anche: Scatti di crescita nei bambini: cosa sapere
Supporto per l’autismo lieve
Le sfide poste dall’autismo lieve sono meno ingombranti rispetto ad altre forme di autismo, tuttavia non vanno sottovalutate.
Le manifestazioni tipiche dell’autismo, nel caso dell’autismo lieve, possono passare inosservate e non venire rilevate fino alla seconda parte dell’infanzia, quando i bambini vengono inseriti nel proprio contesto sociale attraverso la scuola e si confrontano in maniera più evidente con le proprie problematiche.
Per questo motivo, un supporto psicoeducativo può aiutare i genitori a rapportarsi con il bambino in maniera più efficace, comprendendone meglio le necessità e gestendole in maniera funzionale. Il supporto terapeutico necessario in caso di autismo lieve potrebbe prevedere percorsi di psicoterapia, terapie comportamentali o logopedia, che saranno valutati e, se necessari, richiesti dal medico specialista.
Interventi per la diagnosi e i trattamenti dell’autismo lieve, come trattamenti e programmi di supporto educativo e riabilitativo, sono offerti anche dal Servizio Sanitario Nazionale.
Leggi anche: ADHD: sintomi e trattamenti per l’ADHD nei bambini