Tachicardia in gravidanza: un’evenienza che può causare preoccupazione, ma che è spesso fisiologica. Tra i cambiamenti del corpo femminile conseguenti alla gravidanza, l’aumento della frequenza cardiaca è forse uno dei meno conosciuti. Niente paura: in questo articolo approfondiremo l’argomento per rispondere ai dubbi più comuni.
Cos’è la tachicardia
Da un punto di vista medico, la tachicardia è una condizione temporanea nella quale la frequenza cardiaca, in una persona sana che non soffra di disturbi o patologie specifiche, è più alta del normale.
Un ritmo cardiaco normale è generalmente compreso tra i 60 e i 100 battiti al minuto (bpm) in un adulto a riposo. Se si supera la soglia dei 100 bpm, si parla di tachicardia.
È importante specificare che la misurazione deve essere fatta a riposo e in condizioni normali, poiché la frequenza cardiaca può naturalmente aumentare in alcuni casi, come ad esempio mentre si fa attività aerobica, in caso di febbre o durante uno stato d’ansia.
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Cause della tachicardia in gravidanza
Perché, allora, la tachicardia in gravidanza è considerata un’eventualità comune?
In assenza di patologie che potrebbero influire sul regolare battito del cuore, la tachicardia in gravidanza è spesso dovuta alla necessità di pompare più sangue, conseguente all’aumento del volume totale di quest’ultimo nel corpo della gestante.
Il fenomeno si verifica a cominciare dalla prima settimana e generalmente si ristabilizza su valori normali poche settimane settimane dopo il parto. La tachicardia in gravidanza potrebbe essere più evidente nell’ultimo trimestre, quando il ritorno venoso è ostacolato dalla pressione dell’utero, rendendo necessaria una maggiore attività cardiaca, e accompagnarsi ad altri sintomi come stanchezza e respiro corto.
Anche l’assunzione di bevande eccitanti o ricche di caffeina potrebbe essere una concausa della tachicardia in gravidanza.
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Quando preoccuparsi

Una mamma che non soffra di particolari patologie, è in grado di adattarsi all’aumento del ritmo cardiaco senza troppi problemi. In alcuni casi, tuttavia, la tachicardia in gravidanza potrebbe essere più debilitante a causa di condizioni pregresse come ad esempio:
- Patologie cardiache
- Anemia
- Patologie o disfunzioni tiroidee
- Stati d’ansia o forte stress
- Squilibri idroelettrici
- Eccessivo aumento di peso
In questi casi, è consigliabile un monitoraggio costante delle condizioni della mamma da parte di un medico, che potrebbe richiedere esami specifici o analisi del sangue per un miglior controllo della situazione. Non è da escludere che alcune di queste problematiche, come ad esempio l’anemia, possano presentarsi temporanea proprio come conseguenza della gravidanza.
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Rimedi per la tachicardia in gravidanza
A meno che la tachicardia in gravidanza non sia causata o non stia aggravando patologie esistenti, è possibile conviverci senza eccessive preoccupazioni.
Al fine di evitare complicazioni, piccole modifiche allo stile di vita possono aiutare a calmare la mamma. Eccone alcune:
- Mangiare in maniera sana e mantenere una buona idratazione
- Tenere sotto controllo l’aumento di peso
- Non fumare
- Non consumare bevande contenenti caffeina o sostanze eccitanti
- Evitare lo stress
In ogni caso, in presenza di eccessive preoccupazioni o di situazioni anomale, una comunicazione aperta e costante con il proprio medico o uno specialista è la via ottimale per elaborare un piano d’azione sicuro su misura della singola persona.
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