Uno dei segreti per avere ossa forti è un giusto apporto di vitamina D nell’organismo. Ancora più importante è il livello di vitamina D nei neonati, che, in caso di carenze, deve essere assunta tramite integratori per assicurare il corretto sviluppo dello scheletro – e non solo – nel primo anno di vita.
In questo articolo approfondiremo l’argomento, analizzando cos’è la vitamina D, perché è fondamentale e come integrarla nella dieta.
Cos’è la vitamina D
La vitamina D consiste in un gruppo di ormoni liposolubili il cui apporto è fondamentale per la regolazione del metabolismo del calcio. È grazie a essa che le ossa vengono correttamente calcificate e i livelli di calcio e fosforo nel sangue vengono mantenuti nella norma.
Trattandosi di una vitamina liposolubile, la vitamina D può essere accumulata nel fegato e rilasciata all’occorrenza, senza la necessità di integrarla quotidianamente. Difatti, la necessità di integrarla si presenta in casi particolari, come la gravidanza, l’allattamento e alcuni periodi della crescita.
Dove è presente
Il nostro organismo è in grado di sintetizzare vitamina D autonomamente a seguito dell’esposizione diretta ai raggi solari.
È, però, possibile anche assorbirla da alcuni alimenti durante la digestione. Cibi particolarmente ricchi di vitamina D sono i seguenti:
- Pesci grassi come salmone, tonno e sgombro
- Oli di pesce, come l’olio di fegato di merluzzo
- Uova, latte e prodotti caseari, seppure in minore quantità
- Verdure verdi, in quantità ridotte
Leggi anche: Scatti di crescita nei bambini: cosa sapere
Importanza della vitamina D nei neonati

Dato il suo ruolo nel regolare l’assorbimento di calcio, la vitamina D nei neonati è un complemento fondamentale per un corretto sviluppo osseo.
La più nota conseguenza della carenza di vitamina D è il rachitismo, una condizione in cui le ossa sono più fragili e facilmente deformabili, caratterizzata da alcuni elementi distintivi come:
- Fratture ossee conseguenti anche a piccoli traumi
- Ritardo nella dentizione, oppure sviluppo di denti deboli e vulnerabili alla carie
- Ritardo nella chiusura delle fontanelle e cedevolezza delle ossa craniche
- Gambe a sciabola, cioè con una caratteristica curvatura interna
- Comparsa di sporgenze a livello delle articolazioni tra le coste e lo sterno
Carenze gravi di vitamina D nei neonati possono portare anche ad altre problematiche, come ad esempio l’ osteomalacia, una malattia in cui la struttura ossea è integra all’esterno ma insufficientemente mineralizzata all’interno.
Leggi anche: Lavaggi nasali neonato: lavaggi nasali per neonati, guida pratica
Quando va integrata
Durante i primi 12 mesi di vita, è generalmente consigliato supplementare i livelli di vitamina D nei neonati attraverso integratori, poiché l’apporto della preziosa molecola all’interno del latte materno potrebbe non essere sufficiente. Sarà cura del pediatra valutare e aggiustare la quantità di vitamina da integrare.
Per i neonati nutriti con latte artificiale, la supplementazione potrebbe non essere necessaria, poiché le formule attualmente in commercio sono generalmente arricchite con vitamina D.
Dopo il compimento del primo anno di età, il pediatra valuterà se proseguire con l’integrazione nel caso in cui le condizioni di salute e lo stile di vita del piccolo dovessero esporlo a deficit vitaminici. In particolare, potrebbe essere necessario proseguire con gli integratori nei seguenti casi:
- Dieta poco varia o equilibrata
- Scarsa esposizione al sole
- Malattie del metabolismo
- Terapie farmacologiche che potrebbero interferire con l’assorbimento del calcio
Leggi anche: La scelta del latte materno o artificiale: quali sono le opzioni
Come integrarla correttamente

Per assicurare il giusto apporto di vitamina D nei neonati e nei bambini, diversi fattori vanno presi in considerazione.
Il primo, e più importante, è la possibilità di esporre la pelle al sole in modo da stimolare la produzione di vitamina D nei neonati e nei bambini direttamente all’interno dell’organismo. Bambini che giocano spesso all’aria aperta hanno raramente bisogno di integratori di vitamina D, tuttavia bisogna tener conto della stagione, delle temperature e dell’ora del giorno. L’esposizione al sole durante le stagioni più calde potrebbe provocare danni alla pelle o aumentare il rischio di insolazioni.
Un secondo fattore di cui tener conto è evitare sovraccarichi. Se una carenza di vitamina D nei neonati può portare a rachitismo e problemi alle ossa, un suo eccesso può rivelarsi altrettanto problematico. Nausea, vomito, debolezza muscolare, disidratazione e problemi renali sono conseguenze comuni di eccessivi livelli di calcio nel sangue.
Per questo motivo, la supplementazione di vitamina D nei neonati e nei bambini deve essere tenuta sotto controllo dal pediatra, che potrebbe richiedere esami del sangue per tenerne sotto controllo i livelli e aggiustare il piano terapeutico.
Leggi anche: Sudamina nei bambini: come prevenirla e trattarla